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CARLO ACUTIS
i Sprawy Beatyfikacji Wielebnego Sługi Bożego Karola Acutisa
"Być zawsze  
 połączonym z Jezusem
 - oto mój  
 plan na życie"

La Postulazione e l’Associazione Amici di Carlo Acutis invitano gli ammiratori e i devoti di Carlo alla dovuta discrezione, astenendosi dal diffondere notizie infondate e a regolarsi, per la devozione a Carlo, secondo le vigenti norme canoniche che non consentono ancora un culto pubblico.

 

 

24/01/2019 -  Mercoledì 23 gennaio 2019, i resti mortali del Venerabile Carlo Acutis, a norma delle leggi canoniche, sono stati riesumati e trasferiti in un luogo idoneo, in vista della loro traslazione nel Santuario della Spogliazione di Assisi, prevista per il 5-6 aprile prossimi.
Per quanto riguarda lo stato di conservazione del corpo è prematuro ogni giudizio, in quanto sono in corso le opportune verifiche da parte del personale medico.

Nicola Gori
Postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione.

 

05/07/2018 -  CARLO ACUTIS (1991-2006) È VENERABILE


​Carlo Acutis è venerabile. Lo ha deciso, giovedì mattina, 5 luglio, Papa Francesco autorizzando la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio morto a Monza il 12 ottobre 2006, a soli 15 anni.


​Con il titolo di venerabile la Chiesa riconosce che Carlo ha vissuto in grado eroico le virtù cristiane. È il primo passo che lo porterà, se nei piani di Dio, prima alla beatificazione e poi alla canonizzazione.
​È conosciuto nel mondo intero grazie alle sue straordinarie capacità informatiche che mise al servizio del Vangelo e della Chiesa.  Attraverso internet e i social network portò Gesù tra i suoi coetanei e tra quanti venivano a contatto con lui. Per questa sua innovativa azione, può essere considerato un modello di riferimento per quanti operano nel mondo della comunicazione sociale.


​Il suo motto era: “Tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie”. Per lui ogni persona nasceva come un essere unico e irripetibile.


L’amore all’Eucaristia e alla Vergine Maria, furono i cardini della sua vita. Visse in intima amicizia con Gesù e alla sua costante presenza. Di profonda preghiera e frequenza ai sacramenti, aveva compreso che per una efficace azione missionaria occorreva un’autentica vita spirituale. Da qui la partecipazione alla Messa quotidiana sin dall'età di sette anni e la recita del Santo Rosario, l’appuntamento più galante della giornata con l’unica Donna – la Vergine Maria – della sua vita.


​Carlo ha un messaggio per i giovani di oggi: la vita in Cristo è bella e va vissuta in pienezza; le realtà eterne sono autentiche e vi si è immersi più di quanto si creda. Sin dall’infanzia dimostrò una grande carità verso il prossimo. Straordinario è stato il suo amore prima di tutto per i genitori e poi per i poveri, i senzatetto, gli emarginati e gli anziani abbandonati e soli. Usava i risparmi della paghetta settimanale per aiutare i mendicanti e quanti dormivano all'aperto. Organizzava in parrocchia delle fiere per aiutare le missioni con i fondi raccolti.


​Carlo era un ragazzo assolutamente normale. Faceva le cose che fanno tutti i ragazzi di oggi: usava il computer, giocava con gli amici, conduceva una vita simile a quella dei suoi coetanei. L’unica grande differenza è che aveva messo al centro della sua giornata l’incontro con Gesù Eucarestia attraverso la Messa e l'adorazione che faceva sempre prima o dopo la celebrazione. L’Eucarestia quotidiana divenne una vera e propria esigenza per lui. Celebre la sua frase: “L’Eucarestia è la mia autostrada per il cielo”. Diceva che tutti siamo chiamati a essere discepoli prediletti come Giovanni l’apostolo, il grande cantore dell’Eucarestia.


​Per questa sua sensibilità, Carlo ha mostrato una grande capacità di saper cogliere i bisogni e le esigenze del suo tempo, fornendo una risposta adeguata, offrendo un contributo importante all’opera di evangelizzazione. Attraverso la sua azione e la sua condotta,  rappresenta un modello credibile di giovane che sa seguire con coraggio e fermezza la strada indicata dal Signore, nonostante le difficoltà, le incomprensioni, gli ostacoli e perfino la derisione di chi gli stava vicino.


​Il riconoscimento delle sue virtù eroiche costituisce uno stimolo per le nuove generazioni a seguire Cristo.